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lunedì 30 gennaio 2017

Poveri Bimbi di Bochum

Oggi degli amici che non sentivo da un po' mi hanno chiesto com'e' la Germania.
Cosi' di getto ho risposto che e' grigia, e triste, e che ha una lingua che non imparero' mai, ma che per qualche ragione mi ci trovo benissimo.
Che avevo messo li' come battuta, ma poi mi sono accorta che in fondo era vero.

Dovrei stare qui a piangere e lamentarmi e pensare che un anno fa me ne stavo tra le montagne con il cielo sempre blu e tutti belli gentili e sorridenti, ma la verita' e' che qui sto bene.
(E non solo perche', vabbe', me ne sono andata dagli USA giusto giusto in tempo per scampare Trump. La battuta che facevo sempre era "Me ne torno in Europa prima che tanto eleggono Trump e mette un bando sugli Italiani", e ora sono qui a incrociare tutte le dita che ho di non avere capacita' divinatorie)

Per darvi un'idea di QUANTO sia strano che io mi trovi benissimo qui dove sto, parlero' di una canzone. Che si chiama Bochum e l'ha scritta Herbert Gronemeyer, che e' lui

Cioe' il bambino della Kinder cresciuto

E voi direte, ehy, ma Bochum allora dev'essere una bella citta'! Non tante citta' hanno una canzone dedicata. A parte San Francisco e New York e tutte quelle dell'album di Guccini sulle citta'.

Ecco il video ufficiale della canzone di Bochum:



Sunto per chi non ha voglia di vederlo o e' al lavoro e non puo' aprire YouTube: Il bambino della Kinder ha ora 50 anni e suona un pianoforte a coda su una sorta di impalcatura in una realta' post industriale con un elicottero che gli gira intorno senza ragione apparente, in mezzo a fumi infernali e palazzi che prima di venire a Bochum pensavo esistessero solo in Blade Runner ma ora mi fanno casa. Ad un orecchio che non e' abituato al Tedesco sembra che per tutta la canzone lui sbraiti "Ho male alla pancia! Ho un chiodo infilato nel piede! Ho preso un colpo in testa!"

Dal momento che forse tra i miei lettori ci sono dei non tedescofoni, ho fatto una traduzione del testo (con una mia interpretazione, un po' come quando alle medie facevo le versioni in prosa e ci mettevo dentro qualche frase in piu' per far vedere che avevo capito benissimo chi era Pallade Atena)


Nel profondo West, dove il sole si perde dietro allo smog, e' molto, molto meglio di quello che si pensa
E gia' qui capiamo che l'inizio non e' dei piu' incoraggianti. Il West fa momentaneamente pensare a quei cowboy che girano con i sandali, le calze e i wurster, e che invece di fare i duelli in mezzo a nuvole di polvere li fanno nello smog

Non sei una bellezza, e sei tutta grigia dal lavoro, sei senza trucco, ma sei onesta, purtroppo costruita di cacca, ma alla fine sei quella che sei
Queste cose ora me le scrivo su un taccuino per ripeterle al mio peggior nemico il giorno che mi schiaccera' il piede apposta, ma nonostante cio' apprezziamo BimboKinder per la sua onesta' intellettuale

Hai un cuore di ferro, e lo senti la notte, sei troppo umile, il tuo oro nero ci sveglia ancora, sei il fiore della zona
Che e' un po' come dire "Sei brutta, puzzi, mi stai sul culo, ma sei meglio di quelle due racchie che hai come vicine di banco". Chiunque sia stato ad Essen e Dortmund sara' d'accordo

Io vengo da Bochum, ti appartengo Bochum, buona fortuna
Il che suona un po' come l'inizio di una confessione degli alcolisti anonimi. Ed e' il ritornello. 


Tu non sei una citta' di mondo, e non c'e' nessun fashion show nella tua via principale, qui conta il cuore, non i soldi, chi e' che vive a Dusseldorf?
Questo il momento in cui voi pensate che 1) Mi sto inventando la traduzione di sana pianta e 2) Sono ubriaca. Per quanto il mio Tedesco sia scarso, vi GIURO che e' davvero cosi'. Parola di Google Translate

Sei un paradiso per colombe, e sei sempre "on koks", hai un rifugio in giardino, e puoi uscirne, contro ogni avversario di calcio, con la tua squadra VFL
Ok, qui potrebbe essere che non ci capisco una ceppa, ma secondo una traduzione che ho trovato "koks" e' cocaina, e inizio a farmi delle domande su BimboKinder. Tutto ora ha piu' senso. 

In ultima analisi, per quanto la canzone a tratti e' vagamente astratta, fa un ritratto di Bochum senz'altro veritiero. Applausi quindi a BimboKinder per aver provato a fare una canzone dolce sulla sua citta' natale in cui dice timidamente "e' meglio di quanto si pensa", non essere riuscito a essere ipocrita abbastanza (se non con il "sei il fiore della zona" che non ci crede manco lui), e aver quindi detto tutto il peggio che si poteva dire mentre stava fatto di cocaina.

E perche' a me piace stare qui?
Perche' passo i miei week end a farmi dei bagni caldi e a guardare Netflix e mangiare pancakes. Bochum e' il posto ideale per chi non ama sciare, non ama fare hiking, non ama uscire di casa la domenica, non ama lo sport.

E anche perche' non c'e' Trump, ovvio. 



lunedì 23 gennaio 2017

Born in the Year 2000

Attenzione: post dal forte contenuto di critica sociale

Da quando ho iniziato ad avvicinarmi ai trent'anni, la mia bacheca Facebook si e' riempita di coetanei che si sentivano ormai con un piede nella tomba e, per controbilanciare, si lanciavano in una nostalgia spietata dei magici anni 90.

Ora, lungi da me il giudicare chi ha nostalgia di cosa. Magari a uno piaceva quando i compagni lo menavano, liberissimo di provare nostalgia. Pero' mi chiedo, non e' che la cosa ci sta in po' sfuggendo di mano?
Io mi sforzo di pensare ai magici anni 90, pero' piu' mi spremo il cervello, piu' arrivo alla conclusione che facessero cagare.

E per dire, loro mi piacevano

Non fraintendetemi, ho avuto un'infanzia bella e serena e non mi e' mancato nulla. Pero', se potessi scegliere, avrei preferito nascere nel 2000. (Avrei anche preferito nascere uomo bianco eterosessuale, ma su questo ci faro' un altro post).

Quando dico questa cosa, di solito la gente reagisce con orrore: ma no, i ragazzini di oggi, rimbambiti dai tablet, le ragazzine con i tacchi che si comportano da adulti, e poi sono viziati...noi si che abbiamo avuto un'infanzia bella e genuina negli anni 90.

No.
Ho passato i miei anni migliori guardando MEDIASET, nel pieno Berlusconismo. Dai nove ai VENTICINQUE anni non ho conosciuto altro che l'era di Berlusconi.
Avete presente? Tette e sederi inframezzati da talk show di pessima qualita', con i programmi della RAI che peggioravano di giorno in giorno. Voglio dire, avevamo Cristina d'Avena che faceva le FETTINE PANATE, e credo che mai civilta' tocco' punto piu' basso.

Guardare per credere


Certo, ho avuto la gioia di guardarmi Sailor Moon e i cartoni giapponese che, come ci ricorda ZeroCalcare, sono ormai un punto di riferimento sociale per la mia generazione.
Ma il guardare questi cartoni era accompagnato dalla tremenda ansia di perdermi una puntata: voi vi ricordate la sensazione di ansia, tristezza e smarrimento quando il giorno dell'ultima puntata della serie di Sailor Moon avevate il dentista? La ricordo ancora come una delle cose piu' brutte della mia infanzia.
Cosa non avrei dato per Netflix. O anche per uno streaming illegale.

A me piaceva Sailor Mars

E passiamo ai giocattoli. Oltre al fatto che moriremo tutti di cancro grazie al Crystal Ball, possiamo parlare della frustrazione di perdere tutti i pezzi di Hotel (o di avere il cane che ti mastica i cartoncini) e non poter mai piu' montare il President?
Poi, quando ero piccola le bambine dovevano fare i giochi da bambine e i maschi quelli da maschi. Con il risultato che invece dei bellissimi Lego Technic ci dovevamo sorbire Baby Mia che mi ha causato incubi sulla maternita' che si sono protratti finche' non ho visto la campagna della Lorenzin (e tutto e' andato peggio). Barbie esisteva solo nella sua versione "Bionda," "Biondissima," e "Club del Golf, Alabama 1953." Le principesse erano delle svenevoli la cui intelligenza era appena superiore a quella dei ratti che si tenevano nel letto. Gira la moda era un gioco senza nessunissimo scopo se non contribuire al trionfo del patriarcato. 
Le bambine oggi vivranno pure nel mondo di Trump, ma almeno cresceranno con un film Ghostbusters tutto al femminile. A me nessuno ha mai detto che avrei potuto catturare dei fantasmi tutta da sola, l'ho dovuto scoprire io sulla mia pelle. 

L'hanno ritirato dal commercio, vero?


E vogliamo parlare del computer? Io ho passato l'infanzia a giocare a Pac Man su floppy disk. Ci sono stati dei momenti nella mia vita in cui SOLITARIO sul computer sembrava eccitante. Se mai avro' dei figli, giuro che la prima cosa che gli mettero' nella culla sara' un tablet. Un po' perche' i bambini davanti agli IPad stanno ZITTI (presente com'erano i viaggi Ryanair prima che pure i genitori lowcost si potessero permettere il tablet?), e un po' perche' avrei dato qualsiasi cosa per averlo io. E invece no, mi toccava giocare con il Mio Caro Diario e poi andare a correre sana all'aria aperta, che voleva dire respirarsi i gas di scarico delle auto che schivavo per giocare a palla con gli altri bambini che mi chiamavano cicciona. 
Oppure mi toccava ascoltare le cassette con il WALKMAN, e gia' solo a scriverlo ricordo la sofferenza di stare davanti ad MTV tutto il santo giorno a fare i compiti ed aspettare QUEL VIDEO che volevo vedere (e che immancabilmente sarebbe stato trasmesso nei cinque minuti in cui stavo in bagno). Viva YouTube.


Ammetto di essermelo pure riscaricato sull'iphone, in quegli attacchi di nostalgia da Eskimo di Guccini

Sempre parlando di computer, sento a volte la gente parlare con nostalgia di quando ci parlavamo di persona invece di stare dietro uno schermo. Ah si? Voi parlavate? Beati voi, perche' io no. Io passavo gli intervalli con le mie due amiche a tentare di spiare il tipo che mi piaceva. Prima dei cellulari ero obbligata a SCRIVERE MESSAGGINI SULLA CARTA. Oppure a fare la cosa che ancora oggi ricordo come la piu' umiliante in vita (e badate bene, una volta in una cena di lavoro sono uscita dal bagno con il vestito nelle mutande): passare ore a ripetere la frase finche' non fosse perfetta, poi chiamare a casa di un tipo e, colta dall'ansia, boffonchiare alla madre "SNGIUPYPOSSSOPRLA...." prima di attaccare in preda al panico.
 Con il Nokia 3310 le cose sono migliorate ma solo leggermente: ricordo comunque l'ansia di fare uno squillo e aspettare lunghi pomeriggi lo squillo di risposta, e sussultare per poi scoprire che era il messaggio di "addebito lire duemila" della Omnitel. (OMNITEL, non Vodafone). Che grandiosa adolescenza avrei ora, a poter passare il tempo a postare selfie su instagram e mandarli per snapchat, e non ad aspettare un mese per sviluppare i rullini e scoprire che in TUTTE le foto sembravo appena uscita da una pista di coca. 

E' vero, era indistruttibile. Pero' se mi perdevo, mi serviva di sapere un indirizzo o un numero di telefono, poteva solo servire a darmelo in faccia

E veniamo infine al tema abbigliamento. Oggi e' vero, ci sono i risvoltini e quei capelli tagliati un po' alla moda vichingo, non metto in dubbio che siano tempi duri. Ma vi ricordate che noi fino ai quattordici anni ci mettevamo le tute? Che giravamo con i PANTALONI CON LA STAFFA? Che avevamo i capelli vaporosi con quei cavolo di colpi di sole a contrasto? Che ci mettevamo le zeppe come le Spice Girls, ed esattamente come le Spice Girls giravamo con i nostri rotolini di ciccia della pancia al vento e una colite non-stop? Del periodo salvo solo le cose della Onyx perche', nonostante fossero palesemente disegnate da me, erano di ottima fattura: ho ancora una felpa (nera, senza bamboline) che continuo a mettere. E si che mia mamma quelle quarantacinquemila lire diceva che erano troppe.

E non ho menzionato la permanente

Qual e' la morale di tutto questo? Che abbiamo nostalgia degli anni 90 perche' era tanto tempo fa, e la memoria ci fa sembrare tutto piu' bello perche' ci dimentichiamo del dolore. Come farebbero altrimenti le donne a partorire piu' di un figlio? Gli anni 90 erano tempi bui, in cui ci mancava quel caldo conforto della tecnologia e avevamo solo le Spice Girls a ricordarci che ce la potevamo fare. Per cui si, come dice NonPuo'EssereVero alla fine noi siamo uguali alle quindicenni di oggi, solo piu' sfigato. In fondo, pero', pure loro devono ancora sorbirsi Gabry Ponte.

Ascoltate qui se non mi credete. La citazione degli Eiffel 65 mi ha fatto passare ogni residuo di nostalgia per sempre. 



mercoledì 11 gennaio 2017

Anno Nuovo, Monnezza Nuova

Io credo nel fatto che dovremmo salvaguardare l'ambiente. Infatti non uso mai la macchina, non stampo nulla che non sia indispensabile, sono stata per un sacco di anni socia WWF e sarei ancora vegetariana se la celiachia non mi avesse tolto la meta' dei cibi che mangiavo prima e tutte le mie riserve di ferro.

Tutto cio' per dire che io sono MOLTO favorevole alla raccolta differenziata. Purtroppo pero' qui in Germania non comprendo come funzioni, quindi anche se divido le cose in casa mia e le metto nei bidoni, sono poi molto tentata dall'ignorare i sacchi e non metterli mai fuori dal mio condominio quando passano a ritirarli. Il mio problema e' non tanto la coscienza ambientale, quanto la paura dei miei vicini, che a volte lasciano messaggi in crucco sulle scale parlando del fatto che se non metti fuori i sacchi della monnezza cose tremende accadranno. (Non so COSA, esattamente, perche' non capisco il Tedesco, ma sicuro cose brutte)




Visto che ho un intrinseco senso di colpa per cui penso di essere la causa di i mali del mondo, appena ho visto il primo messaggio in crucco sulla monnezza ho pensato fossi stata io a sbagliare qualcosa e ho preso ad evitare i vicini. Quando e' comparso un altro messaggio io, terrorizzata, sono scappata senza leggerlo a fare un corso base per diventare ninja e strisciare giu' dalle scale tutti i giorni senza che nessuno mi vedesse. Poi in realta' il messaggio era di un vicino che faceva una festa e invitava gli altri, ma ad ogni modo il Tedesco che ho imparato finora ("Io sono una banana") non mi rende quello che si definisce un'ospite divertentissima.

Con il nuovo anno, un essere misterioso dall'alto ci ha messo delle letterine nella cassetta della posta per spiegarci come trattare la monnezza nel 2017. Da una parte questo mi ha rallegrata, perche' oltre a provare la chiara esistenza di un essere soprannaturale mi ha dato modo di capire come funziona il riciclaggio. Dall'altra, nonostante io abbia un dottorato, non sono abbastanza intelligente per capire le istruzioni.

Nella mia letterina c'era questo foglio:


Ho messo dei segnetti io che magari sono sbagliatissimi, che ne so

Il foglio mostra tutti i giorni dell'anno e, con simbolini di diverso colore, quando i diversi tipi di monnezza vanno messi fuori. Fin qui tutto ok (pure se gia' con i simbolini mi sono persa). Sul foglio pero' non c'e' scritto chi tra i condomini deve mettere fuori la monnezza e quando.

C'erano due fogli allegati per spiegare il funzionamento della tabella.
Il primo foglio conteneva una tabella con numeri da uno a dodici associati al nome dei condomini. Nonostante una perplessita' iniziale, ho compreso che si tratta della monnezza carta, che va messa fuori una volta al mese e quindi ogni mese tocca ad una persona diversa (e scrivere "Gennaio", "Febbraio" e cosi' via invece dei numeri evidentemente creava all'essere soprannaturale che ha creato la lettera una fatica erculea)

Il secondo foglio conteneva questa tabella:



Nella colonna di sinistra ci sono i nomi dei condomini, con una "x" in corrispondenza dei numeri. I numeri pero' stavolta non corrispondono ai mesi.
"Saranno le settimane", mi sono detta, ma il 2017 ha piu' di 51 settimane.
Oltretutto, sono scritti seguendo la sequenza di Fibonacci, visto che ci sono solo i dispari.
Ho quindi assunto che si tratta di monnezza plastica da mettere fuori ogni due settimane e, contando sul calendario, ho provato a capire quando tocca a me.

In tutto cio' non so quando devo mettere fuori l'indifferenziata, e se devo farlo, o se se ne occupa l'essere soprannaturale dietro a tutto cio' (che, pero', a questo punto potrebbe mettere fuori tutti i bidoni, no?) 

Nel frattempo continuo il corso da ninja in modo da non incontrare mai sulle scale i vicini o l'essere soprannaturale che chiaramente mi fara' succedere ogni sorta di sfiga se sbaglio.
Cosa piuttosto plausibile visto che, se ho capito bene, il mio primo turno della monnezza quest'anno e' di Venerdi' 17.

venerdì 6 gennaio 2017

Belle commedie tedesche su Netflix

Cosa c'e' di meglio da fare nelle fredde giornate invernali oberate di cibo, che guardare dei film? E cosa c'e' di meglio per imparare il Tedesco che guardare dei film Tedeschi?

Cosi', Giupy l'ottimista ha deciso di googlare "Belle commedie tedesche su Netflix" e imparare qualcosa di piu' sulla lingua e la cultura che la ospitano. Ho dato lo stesso titolo a questo post che sia mai attiri qualche ignaro lettore (visto che per ora l'unica parola che viene scritta sui motori di ricerca per arrivare al mio blog e' "sederi")

La prima cosa che ho imparato e' che la definizione "commedia" e' un pochino ampia in Germania. O forse ai Tedeschi fa ridere guardare un'ora e mezza di vicende di una famiglia sull'orlo del divorzio. Per darvi un senso del termine "commedia" per i tedeschi, faro' delle piccole sinossi dei film che ho visto finora.

(Disclaimer: se siete appassionati di cinema tedesco e/o volete genuinamente guardare questi film, non continuate a leggere. Se invece volete leggere le intraprendenti critiche cinematografiche di Giupy, continuate pure)

1) On Boy (A coffee in Berlin)
Un pischello che non e' purtroppo dotato di espressione facciale passa tutta la giornata a cercare di bere un caffe' e per una serie di motivi non riesce a farlo. Capiamo che gia' qui il film si rivela l'espressione su pellicola del mio peggior incubo.

Oltre a soffrire della carenza di caffeina, il pischello passa la giornata incontrando personaggi improbabili e mediamente noiosi che in un modo o nell'altro fanno si che la sua vita diventi sempre piu' miserabile, ma che comunque non riescono a fargli cambiare l'espressione facciale tra lo stupito e il rincoglionito che per tutto il film ci ricorda il motivo per cui dovremmo bere caffe' la mattina.

Ad un certo punto il pischello incontra una ex compagna delle medie che assomiglia a Gisele Bundchen ma apparentemente all'epoca era grassa. Per vendicarsi del fatto che il pischello la prendeva in giro, l'ex grassa prima lo invita ad uno spettacolo teatrale terribile e poi cerca di farselo in un bagno squallidissimo, rivelandosi, come tutti gli altri personaggi del film, una squilibrata.

(che voglio dire, pure io alle medie venivo presa in giro perche' grassa, ma ora la mia vendetta si limita ad accettare le amicizie di Facebook degli ex compagni di classe quel tanto da mostrargli il mio sedere perfetto sulle spiagge dei Caraibi mentre metto il like ai loro tristi post di divorziati in lotta per la prole)

Il film finisce con dei riferimenti all'olocausto che in Germania non possono mai mancare.


Questa e' la sua faccia per due ore di film

2) Liebe Mich (Love me
Una pischella berlinese che assomiglia vagamente a Miss Piggy passa due giorni della sua vita a causare problemi a se stessa e agli altri. Nonostante il titolo suggerirebbe un suo profondo disagio interiore dovuto alla mancanza d'amore, alla fine del film speravo in verita' che tutto le andasse sempre peggio perche' ogni fotogramma Piggy diventa piu' insopportabile.

Il film inizia con Piggy che e' appena andata a letto con il suo migliore amico e poi ci litiga, urlando in modo isterico in Tedesco delle frasi che, ad un orecchio non esperto, sembrano inneggiare all'invasione della Polonia. Per punire l'amico Piggy getta il proprio MacBook Air fuori dalla finestra, e gia' qui capiamo quanto e' immensamente cretina: non poteva almeno distruggere il computer di lui?

Resasi conto di aver distrutto un MacBook da 2000 euro, Piggy non ha la reazione che avrebbe una persona normale (il suicidio), ma inizia ad inanellare una sequenza di azioni sempre piu' sceme, come subaffittare il proprio appartamento ad un prezzo irrisorio ad un esponente della Yakuza e ritrovarsi homeless.

La stupidita' di Piggy trascina nel vortice una serie di altre persone: il padre e la nuova compagna incinta, un uomo che fa volantinaggio vestito da ape con lei e chiaramente ne vuole a pacchi ma non ne avra' mai, il nerd del negozio di computer che tenta di aggiustarle il MacBook. In meno di un week end, Piggy va a letto con il tizio del computer, lo fa innamorare tantissimo di lei, gli presenta i genitori, cerca di andare a vivere con lui, e poi lo tradisce con un tizio a caso nei bagni di una discoteca. Praticamente una storia d'amore lunghissima e orribile in ventiquattro ore. 

Il film finisce con il tizio del computer che si riprende Piggy e tutte le malattie veneree che avra' nel frattempo contratto perche' e' un sottone.

Guardate che ribelle che e' Piggy

Un parrucchiere gay bellissimo si innamora improvvisamente di una donna che potrebbe essere tutti noi, dandoci incredibile e nuova speranza su Ricky Martin, ma anche riportandoci alla mente con orrore Luca di Tolve.

Ricky-Luca e' un trentenne bellissimo di cui mi sono innamorata nel primo fotogramma, finche' non ho visto la scena del suo fidanzato stupendo nella loro casa bellissima nella cabina doccia e ho capito che li amavo entrambi.

Per ragioni del tutto inspiegabili, Ricky-Luca, che e' il parrucchiere piu' famoso della Germania nonche' l'unico tedesco a non essere pettinato come Ragnar Lothbrok, inizia ad interessarsi ad una collega parrucchiera. Costei non solo gestisce il salone Mariuccia a Usmate sull'Adda, con tanto di bidoni di gel non meglio identificato e sedie di plastica, ma ha anche lo stesso gusto e la stessa capacita' di tingersi i capelli di Geri Halliwell delle Spice Girls.

Ricky-Luca la convince a togliersi le extension rosa e a smettere di vestirsi con la carta da parati. La tizia lascia il fidanzato per Ricky-Luca, e cio' mi ha dato grande gioia perche' il fidanzato era un grasso pachiderma ossessionato dal calcio e che la tradiva, praticamente cio' che esce come primo risultato se cerchi su google "Cliche' dell'uomo merdoso". Anche Ricky-Luca lascia il fidanzato per lei, ma questo invece mi ha riempito di una tristezza indefinibile, perche' la loro storia d'amore era bellissima e il fidanzato stupendo piangeva in un modo che mi ha subito fatto sperare si fidanzasse immediatamente con Ricky Martin.

Il film finisce con delle vaghe riflessioni sul fatto che ci vuole coraggio a dichiararsi eterosessuale e con tutti felici e contenti, tranne il fidanzato stupendo per cui io sto ancora soffrendo

Notiamo gli scarponcini blu di lei

4) Familienfieber (Family Fever
Due ragazzini si fidanzano e fanno conoscere le rispettive famiglie, per poi scoprire che la madre di lei e' amante del padre di lui. Nonostante istintivamente proverei simpatia per i coniugi traditi, la visione nei primi cinque minuti del padre di lei nudo sul gabinetto mi ha fatto immediatamente stare dalla parte della moglie fedifraga.

Le due famiglie in questione sono gli Straccionis e i Fighettis. Gli Straccionis arrivano della casa dei Fighettis e passano tutta la cena a invidiarli perche' sono ricchi e a lamentarsi della loro poverta'. La signora Straccionis a quel punto fa l'unica cosa che puo' aumentare l'imbarazzo che si e' gia' creata tra le due coppie: svela di essersi fatta piu' volte a piu' riprese il signor Fighettis.

Le due coppie passano tutto il week end nella casa degli Straccionis a vagare da una stanza all'altra e avere reazioni inconsulte, mentre i figli adolescenti vanno nel bosco. Tuttavia, non stanno in camporella come sembrerebbe giusto, ma si tirano delle pare sul significato della loro relazione.

In modo assolutamente improbabile, e dopo un numero troppo alto di minuti di pellicola in cui il signor Straccionis e' in mutande, le due coppie si riconciliano e decidono che tutto puo' sopravvivere alle corna.

Il film finisce che i due ragazzini ritornano e lei annuncia di essere incinta, e le due coppie di genitori sono talmente sfiniti, depressi, tristi, schizzati che la notizia di una gravidanza indesiderata di una diciassettenne che non sa se vuol stare con il moroso e' la cosa piu' bella che abbiano sentito in tutto il film. 



Questi per la cronaca sono i due amanti


5) Er ist wieder da (Look who's back)
Questo film e' effettivamente bello, e ve lo consiglio sinceramente. Quindi non vi faro' spoiler.

Vi avverto solo che, nonostante sia classificato come "commedia", potrebbe non farvi tantissimo ridere. A meno che a voi non diverta vedere un attore vestito da Hitler che gira ad intervistare gente VERA che gli da ragione e lo osanna perche' ripetere la storia con gli immigrati al giorno d'oggi non sarebbe male.

Io sono ancora sconvolta. 

Pero' vi giuro che e' bello, perche' fa pensare