Post più popolari

giovedì 22 giugno 2017

Risotto agli asparagi di stagione - facile e veloce

Non so voi, ma io amo i blog di cucina. Non ne ho uno preferito, diciamo che alle volte mi ritrovo con il frigo vuoto e la sola capacita' di farmi un uovo sodo troppo cotto, e allora maledico un pochetto i supermercati che chiudono tutti alle 8 e cerco su google "Ricette con avocado riso e mandorle" trovando centinaia di blog che mi salvano la cena (giuro, non e' male riso mandorle e avocado).

Sono una pessima lettrice di blog di cucina perche' nelle ricette c'e' sempre quel "e ora spolverate tutto con della cannella del Peru' meridionale e lasciate riposare due ore prima di mettere in forno", e io la prendo come un "seee sticazzi se avessi la cannella del Peru' O abbastanza tempo da perdere sarei Antonella Clerici, altro che star qui a far la pezzente su Internet", schiaffo un po' di sale e/o zucchero e butto in forno. E poi mi arrabbio con le tizie che commentano "Oh Lauretta del blog CucinoIoCuciniTuCuciniamoNoi, mi e' venuta proprio perfetta la tua ricetta", perche' a me non assomiglia mai alle fotografie.



Foto tutte prese da GialloZafferano per attirare piu' lettori


Pero' benedico i blog perche' ricordo che quando io e mio moroso abbiamo fatto la sbrisolona e abbiamo chiesto la ricetta a sua mamma, lei ha tirato fuori un quaderno con scritte a mano tutte le sue ricette e con i trafiletti delle riviste anni 70' in cui si spiegava come fare il pesce o la torta di mele. 

Voglio dire, fossi stata giovane in quei tempi quanti piatti di riso in bianco mi sarei fatta. Sicuro avrei lottato con piu' vigore per togliere le donne dalle cucine. 

C'e' pero' una cosa che non capisco dei blog di cucina. Quelli tipo GialloZafferano fanno partire a tradimento quei video odiosi dove la tizia con la voce stridula o il tizio so-tutto-io ti spiegano in modo fastidiosissimo come fare una frittata e tu devi precipitarti a togliere il suono. Quelli amatoriali tipo Lauretta CucinoIoCuciniTuCuciniamoNoi di solito partono sempre con dei giganteschi cappelli prima di darti la ricetta "Oggi la vostra Lauretta e' andata a trovare il cugino Tobia e si e' detta, che gli porto? A Tobia tanto piacciono i fagiolini ma non sono di stagione...".

E io che mi chiedo: sto cercando di farmi una cena con tre ingredienti, chemmifrega del cugino tuo?


Certo, GialloZafferano mi ha inconsapevolmente prestato le foto ma io mi sono dovuta sorbire tutte le sue pubblicita' 


Ma poi ho capito. Come se Levi-Strauss non ci avesse insegnato nulla sul cotto e il crudo. Il cibo e' una questione di relazioni sociali, e alla gente piace andare su Internet e PARLARE di cibo. Non sono tutti come me che DAVVERO non sanno in che modo unire gli ingredienti che hanno in frigo. Tutto quel food porn su Instagram con gli hashtag #CenettaLeggera e le foto di tacchini ripieni di piccione e' perche' alla gente piace il cibo come argomento di conversazione oltre che come cosa da mettersi in pancia.


Tutta questa premessa perche' oggi voglio parlarvi di asparagi


Risotto agli asparagi di stagione - facile e veloce


Ciao a tutte mie care (perche' si sa, la cucina ancora il patriarcato non l'ha sconfitto), oggi la vostra Giupy vuole parlarvi della verdura che piu' di tutte fa primavera: l'asparago!


Infatti in Germania questo periodo dell'anno lo chiamano proprio SPARGELZEIT, cioe' il tempo degli asparagi (che poi e' pure un film in cui una giovane tedesca si innamora per la prima volta e finisce tutto a birra e crauti).


Ovunque tu vada ci sono gli asparagi. Nei banchetti dei mercati. Nei supermercati. Ovviamente sottaceto. Ma ho pure visto dei distributori automatici nelle strade di campagna.

DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI ASPARAGI.

Pero' non sono come i nostri. O meglio, ci sono quelli verdi nostri e quelli bianchi enormi che non sanno di nulla. Pero' quelli locali e tedeschi sono quelli bianchi, che infatti sono chiamati asparagi e basta. Quelli verdi sono asparagi verdi.


Quindi chi sono io per non comprare gli asparagi e mangiarmeli per festeggiare la primavera? (E non state qui a farmi i fiscali, LO SO che da ieri siamo in estate ma l'estate tedesca e' un concetto metafisico piu' che temporale).


E qui vi propongo la mia ricetta del risotto agli asparagi made in cruccolandia, sperando che abbiate letto fin qui attirati dal titolo accattivante.



Questi sono quelli milanesi. No tedeschi


Ingredienti

- riso
- asparagi
- quello che avete in casa 

Tempo di preparazione: quattro o cinque canzoni lasciate andare su YouTube con inframezzo pubblicitario dello spray per coprire gli odori quando si va in bagno.


Procedimento: prendete quello che avete in casa e mettetelo in una pentola con acqua per fare il brodo. Certo, potreste usare il dado gia' fatto ma contiene il glutine e io povera sfigata non posso mangiarlo.


Poi iniziate a pensare che volete farvi domani come schiscetta del pranzo.

Poi pulite piu' o meno sommariamente gli asparagi e tagliateli come viene.
Poi ricordatevi che c'e' da far andare la lavatrice.
Ppoi mettete a tostare il riso in una padella.
Poi andate a far andare la lavatrice e li vi accorgete che c'e' pure da riempirla.
Mettete su il podcast dell'ultimo Internazionale per non annoiarvi.
A quel punto vi accorgerete che il riso sta bruciando.
Prendete il vino dell'aperitivo dell'altro giono e mettetene una quantita' a caso nella padella provocando una sorta di fungo nucleare di fumo e grande sfrigolio che vi fara' perdere l'oroscopo di Rob Brezsny nel podcast.
Bevete un po' di vino, che e' stata dura.
Mischiate gli asparagi.
Fatevi venire una grande idea per il vostro ultimo articolo e mollate tutto per andare a scriverla al pc.
Tornate in cucina e accorgetevi che il riso si e' attaccato al fondo della padella.
Mettete il brodo abbondande e girate per fare l'onda.
Fare l'onda vi annoia quindi mettetevi ad ascoltare i messaggi vocali di whatsapp.
Cantate a voce molto alta "Non sono una signora" quando avete finito i messaggi.
Andate a gettare la spazzatura per far passare il tempo. 


Si ecco, diciamo che piu' o meno viene cosi'


E VOILA'! Il risotto e' pronto. Se l'avete in casa metteteci formaggio, o burro, o quello che trovate. 

Mangiatelo davanti alla nuova stagione di Orange is the New Black cosi' sarete prese dalla trama e non sentirete minimamente il sapore di quello che state mangiando.

E poi prendete quello che avete usato per fare il brodo e portatevelo domani come schiscetta assieme al riso avanzato visto che chiaramente avete dimenticato di preparare il pranzo.


E presto e' ancora week end, e ci sara' moroso a fare un riso perfetto, mentre io leggo Internazionale ad alta voce. 


Buon appetito!

venerdì 16 giugno 2017

Tutti i nostri linga

Siamo in una sala conferenze, con i tavoli disposti in cerchio. Una professoressa con gli occhiali da intellettuale mostra un power point ad una ventina di ricercatori e dottorandi che ascoltano attenti.
"Come potete vedere" dice, indicando una foto "qui il bassorilievo del Buddha e' stato trasformato in un linga, segno di contatto con l'Induismo"
Una distinta professoressa alza la mano e dice educatamente con forte accento inglese che secondo lei quello non e' un linga.

Passano alcuni minuti di pacifica conversazione tra le due, in cui nessuna cambia la propria opinione.

Il tutto finisce con la prima che sbotta "Ma non lo vedi che e' un cazzo di pene? A fucking penis? Lo sai com'e' fatto un pene?"

Questo e' quello che succedeva in uno dei primi meeting a cui ho preso parte nel mio postdoc, di cui ho ormai celebrato un anno. 


Grazie al cielo, io sapevo cos'e' un linga, nozione imparata all'universita' durante il corso di filosofie e religioni dell'India. Ecco, magari tra voi c'e' qualcuno che pensa che nella vita si debba studiare cose utili. Io non sapro' cambiare una valvola cardiaca o progettare una nave, pero' sono la persona che in un museo, quando tutti si chiedono cosa sia quel siluro di pietra, puo' spiegare professionale che si tratta del linga, il pene di Shiva.



Esempio di linga preso da qui


Nel corso di filosofie e religioni dell'India purtroppo non ho avuto modo di leggere la storia del linga, ma la posso riportare come mi e' stata raccontata da una collega indologa.


Shiva e il suo amico Visnu, che sono le due divinita' piu'' fighe dell'Induismo, si accorgono che in una certa regione la gente si fa i cavoli suoi invece di pensare alle divinita', cioe' a loro. Essendo le divinita' egocentriche si incazzano. Dal momento che il dio vendicatore del Vecchio Testamento con locuste e distruzione non era nei paraggi, trovano un modo piu' creativo di distruggere la vita a queste persone. Shiva si presenta nudo e bellissimo con un enorme pene eretto, e tutte le donne abbandonano i mariti per seguire questa sorta di Rocco Siffredi in versione gigante. Nel frattempo Shiva si mostra come una donna bellissima. Notiamo qui che ci sarebbe pure Sakti (o Parvati), la divinita' femminile, ma niente, certe volte sono sempre gli uomini a prendersi i ruoli piu' importanti. Gli uomini cosi' si mettono a seguire Visnu versione bella sgnacchera e tutto finisce nel caos. Ora, capiamo che questa punizione stile sexy shop e' sempre e comunque meglio delle piaghe d'Egitto. Per cercare di far tornare la normalita', gli stolti uomini decidono di tagliare il pene di Shiva che, indovinate un po', si incazza. E porta distruzione e terrore finche', per placarlo, le genti non iniziano a venerare il suo pene.


Ho chiesto se poi il pene se lo riattaccava ma non mi e' stata data risposta.



Carino Shiva, no?
Ora, io non so esattamente se questa versione della storia sia accurata, fatto sta che secondo la mia collega i templi in India sono pieni di simboli fallici e vagine, talvolte spalmate di olii o di sostanze biancastre, nel caso non fosse esplicito abbastanza. Mi raccontava che in questi templi solo gli Induisti possono entrare e seguendo particolari norme rituali, per esempio bisogna essere puliti e non avere il ciclo mestruale o non aver mangiato delle uova. Lei e' ebrea ma si e' spacciata per Induista e ha avuto accesso a tutti questi peni. Quindi se andate in India fatelo pure voi, o rimarrete confinati nei templi finti per turisti.

E prima di pensare che questi Induisti siano strani, consideriamo che i simboli fallici esistono in moltissime culture. In Giappone ci sono templi con dentro divinita' a forma di pene e -cosa che mi sono persa e per sempre mi pentiro' -fanno un festival in cui portano in giro un pene gigante per Tokyo. Avevano peni i Greci, i Romani, e i Babilonesi.

Ora tutta questa simbologia noi ce la siamo un po' persa, almeno in modo esplicito.
Ma basta fare attenzione, guardate i grattacieli: che cosa sono se non il simbolo piu' altro del fallocentrismo? 

E noi ancora li veneriamo, questi peni che stanno dentro delle torri falliformi




(Perche' ho scritto questo post? Be', per rispondere alla domanda che mi fanno spesso "Ma il tuo lavoro non e' noioso?" e, in second'ordine, "Ma a studiare le religioni non sono solo persone un po' puritane?")

giovedì 8 giugno 2017

Il gufo d'oro e i mafiosi

Sento il bisogno di fare un breve post per festeggiare con voi, miei fedeli lettori, il fatto che, per celebrare il mio primo anno crucco, ho finito tutti i corsi di quella app che per privacy chiameremo Buolinguo. 


E quando finisci Buolinguo ti esce il gufo d'oro

Certo, secondo Buolinguo sono solo 37% fluent in Tedesco (fluent rispetto a cosa, poi?) e in effetti non so dire nulla. Pero' potrei connettere questo risultato a Linkedin, e secondo me mi aiuterebbe a trovare lavoro.
"Mi dica, Frau Giupy, perche' dovrei assumerla?"
"Perche' per un cazzo di anno ho viaggiato sulla metro dicendo a me stessa che sono una banana e che bevo del vino ad un'app che il resto del mondo si stanca dopo tre giorni.
Magari non parlero' come Goethe, ma nessuno puo' dire che mi manchi la costanza. La dignita', forse, un pochino".

La grande delusione e' che pensavo di essere l'unica ad avere un blog dove pubblico le frasi sceme di Buolinguo, invece c'e' proprio un blog apposito che vi invito a leggere perche' fa molto ridere: https://wtfduolingo.tumblr.com/

Pero' pubblichero' comunque qui le ultime, bellissime frasi che la mia app preferita mi ha regalato


Siamo studenti a cui piace bere la birra. Oh, e poi non ditemi che gli stereotipi sui Tedeschi sono infondati..


Conosciamo una donna la cui sorella vende cammelli. E poi ho un cugino che ammaestra alligatori


Perche' l'orso dirige l'orchestra? E questa mi riporta direttamente a questo post. Proprio ossessionati con gli orsi stanno. 


La dimensione non e' tutto. Perche' lo sappiamo, ci vuole pure l'abilita' ;)


Non sto indossando nessun vestito. Evviva il nudismo!


La strega trasformo' il principe in un drago. Che ho messo perche' amo i draghi

E vi lascio ora con una perla che non viene dal mio amato Buolinguo, ma da un libro che ho trovato in una libreria e, come potete immaginare, non ho comprato.

 

E' la storia di un tizio che si chiama (o lavora per un posto che si chiama?) "Pizza Mafioso". Per favore fate caso alla sua faccia e al modo in cui paga lo spaccino pakistano 200 euro.

Cosi', ci vedono cosi', santoiddio


I tedeschi berranno anche la birra, ma sugli stereotipi nostri dobbiamo lavorarci ancora un pochetto mi sa.